Falerno

Il Falerno secondo Nicola Trabucco

Falerno.  Sicuramente un nome che evoca una storia millenaria legata al più antico e famoso vino della Roma Imperiale, prodotto alle pendici del Monte Massico e proveniente dai torchi di Sinuessa. Il numero di citazioni nell’antichità su questo vino è davvero impressionante: negli Xenia, Marziale mette a punto una guida dei vini antichi davvero molto ben documentata e di grande valore storico: fra i tanti, primeggia il Falerno, il più famoso e pregiato bicchiere dell’antica Roma: “De sinuessanis venerunt Massica prelis: condita quo quaeris consule? Nullus erat.” e cioè: “Questo vino massico è venuto dai torchi di Sinuessa. Mi chiedi sotto quale console fu imbottigliato? Non c’erano ancora i consoli.”

È fuor di dubbio che tra tutti i vini prodotti nel vastissimo impero dell’antica Roma, il Falerno era sicuramente l’eccellenza, per il quale si era disposti a pagare cifre elevate per poterlo bere durante banchetti e cerimonie. Scrive ancora Marziale: – Se vuoi bere del vino spenderai un sesterzio; del buon vino te ne costerà due; ma se vorrai il magico Falerno dovrai essere pronto a pagarne sei. –

Ulteriore nota di interesse legata al Falerno, è la citazione di Plinio il Vecchio che affermava che esistevano nell’area di produzione del Falerno tre tipologie di vini, differenziati dal sito di coltivazione dei vigneti: “tria eius genera: Austerum, Dulce, Tenue. Quidam ita distingunt, summis collibus, Caucinum gigni, mediis Faustinianum, imis Falernum”. Ovvero ne esistono tre varietà: forte, dolce e leggero, distinguendo così sulla sommità della collina il Caucino, a mezza costa il Faustiano e in pianura il Falerno.

E potremmo continuare ancora per molto con le affascinanti affermazioni di filosofi e scrittori dell’epoca, ma il nostro obbiettivo è parlare del Falerno dei nostri giorni, legato in maniera indissolubile a quel territorio che per tanti secoli ha fatto parlare di se: l’Ager Falernus. Un nome che oggi è fortemente legato alla rinascita di questo antichissimo vino è Nicola Trabucco, Agronomo ed Enologo che da quasi un ventennio, vive ed opera nella sua terra d’origine, l’Ager Falernus, sostenendo ed avviando nel settore viti-enologico tante piccole realtà produttive, cariche di entusiasmo e voglia di emergere, mantenendo nel contempo un elevato livello qualitativo intrinseco del prodotto finito.

Qualità dovuta principalmente a due fattori: il primo, fondamentale e non esportabile come il territorio dell’ “Ager Falernus”, disposto tutt’intorno al massiccio calcareo di Monte Massico, alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, e bagnato dal mare Tirreno, ricco di materiale vulcanico ed acque termali, oggi rappresentato da cinque comuni a nord della Campania (Carinola-Falciano del Massico. Mondragone – Cellole – Sessa Aurunca). Il secondo legato alla convinzione di Nicola Trabucco che il miglior vino e sempre quello che esprime, senza compromessi, il territorio da cui proviene senza che l’interferenza umana possa stravolgere e/o modificare in alcun modo le note gusto-olfattive tipiche del terroir di provenienza.