Il Falerno

Il Falerno, sicuramente un nome che evoca una storia millenaria legata al più antico e famoso vino della Roma Imperiale, prodotto alle pendici del Monte Massico e proveniente dai torchi di Sinuessa. Il numero di citazioni nell’antichità su questo vino è davvero impressionante:
negli Xenia, Marziale mette a punto una guida dei vini antichi davvero molto ben documentata e di grande valore storico: fra i tanti, primeggia il Falerno, il più famoso e pregiato bicchiere dell’antica Roma: “De sinuessanis venerunt Massica prelis: condita quo quaeris consule? Nullus erat.” e cioè: “Questo vino massico è venuto dai torchi di Sinuessa. Mi chiedi sotto quale console fu imbottigliato? Non c’erano ancora i consoli.” Ulteriore nota di interesse legata al Falerno, è la citazione di Plinio il Vecchio che affermava che esistevano nell’area di produzione del Falerno tre tipologie di vini, differenziati dal sito di coltivazione dei vigneti: “tria eius genera: Austerum, Dulce, Tenue. Quidam ita distingunt, summis collibus, Caucinum gigni, mediis Faustinianum, imis Falernum”. Ovvero ne esistono tre varietà: forte, dolce e leggero, distinguendo così sulla sommità della collina il Caucino, a mezza costa il Faustiano e in pianura il Falerno. Non possiamo infine non ricordare la citazione presente nel Satyricon di Petronio: “Statim allatae sunt amphorae uitreae diligenter gypsatae, quarum in ceruicibus pittacia erant affixa cum hoc titulo: “Falernum Opimianum annorum centum”. Dum titulos perlegimus, complosit Trimalchio manus et: “Eheu, inquit, ergo diutius uiuit uinum quam homuncio.” “In quell’istante furono portat anfore di vetro diligentemente ingessate sui colli c’erano etichette con questa scritta: “Falerno di cento anni del consolato di Opimio”. Mentre decifravamo questa iscrizione, Trimalchione batté le mani “ahimè” disse “dunque il vino vive più di noi, poveri omuncoli!” Tutto questo interesse storico ci rende ben chiara la qualità del vino Falerno, nonché la fama dell’ “Ager Falernus”. Il territorio dell’ “Ager Falernus “è disposto tutt’intorno al massiccio calcareo di Monte Massico, alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, e bagnato dal mare Tirreno, ricco di materiale vulcanico ed acque termali, oggi è rappresentato da cinque comuni a nord della Campania (Carinola, Falciano del Massico,  Mondragone,  Cellole,  Sessa Aurunca).

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